
UNA NATURA INCONTAMINATA DA SCOPRIRE TRA MILLE EMOZIONI!
10 Chilometri di spiaggia deserta, nel cuore della Maremma più pura.
Una pineta millenaria di lecci, pini marittimi, ginepri, ginestre e tamerici che nel medioevo fu teatro di battute di caccia, ma anche luogo di eremitaggi. Un mare Bandiera Blu Europea che, grazie al suo fondale dolcemente degradante offre più sicurezza ai bagnanti.
Un paradiso incontaminato, da sempre protetto, che si apre a beneficio di tutti.
Questi sono i luoghi che circondano il Residence Hotel Cantiere Navale Donoratico.
MA COS'HANNO DI SPECIALE LA SPIAGGIA A DUNE E LA PINETA DELLA COSTA DI DONORATICO?
Molto. Soprattutto per chi non crede ai miracoli. Perchè quello che qui si può ancora osservare, altro non è che la manifestazione di uno dei miracoli più sorprendenti della natura: L'evoluzione.
Un litorale sabbioso, infatti, è uno degli ambienti più inospitali per la vita vegetale. La sabbia è un substrato privo di struttura, fortemente salino, battuto dalle onde e dalle brezze marine ricche di salsedini. Un vero inferno per le piante. Per sopravvivere in luoghi così proibitivi la natura ha escogitato delle strategie ingegnose. Come prima cosa, spedisce in prima linea a poche decine di metri dal mare, le psammofile, associazioni di erbe "no limits" capaci di sopravvivere in ambienti terribilmente salini. Sono specie pioniere, frugali, resistentissime, le psammofile intrappolano la sabbia avviando la formazione delle tipiche dune, che consolidano via via con il loro profondo apparato radicale, capace di espandersi fino a una decina di metri quadrati.
Non lavorano da sole. Una volta innalzata la duna la sua sommità viene prontamente colonizzata da una macchia bassa arbustiva, formata per lo più da ginepri coccoloni e fenici, tamerici, lentischi e corbezzoli. Insomma la fanteria leggera.
Psammofile e macchia bassa collaborano per alzare una barriera di dune in grado di riparare dalle onde e dalla furia dei venti le aree restrostanti. Questo per creare nelle retrovie un ambiente più fertile dove, su terreni saldamente protetti e quindi più ricchi di nutrienti, riescono a propagarsi piante ad alto fusto: prima i pini marittimi, d'aleppo e domestici, messi a dimora dall'uomo dopo la bonifica delle paludi (non dimentichiamo, infatti, che Maremma indica originariamente una terra bassa e paludosa che si estende lungo il mare) e poi il leccio e il lecceto vero e proprio.
A noi non rimane che il piacere di visitare e di godere di questo paradiso incontaminato. Ma ricordiamoci, quando entriamo in questi luoghi, lo strenuo lavoro che la natura deve compiere per offrirci il benessere di un'oasi di verde così preziosa.
GUIDA AI DINTORNI, TRA CULTURA ARTE STORIA E TRADIZIONI
Il Residence Hotel Cantiere Navale Donoratico non è solo una porta d'accesso ad uno dei territori più suggestivi d'italia, ma è il luogo eletto per scoprire l'anima di una terra, la Maremma, il cui respiro si può ascoltare tra gli antichi borghi sui colli lungo le strade che si snodano tra i campi coltivati a vite o a ulivo.
Mete ideali per gite in bici, o raggiungibili in auto, i borghi medioevali dei dintorni sono veri e propri luoghi dell'anima. Superfluo ricordare la figura di Giosuè Carducci. Perchè qui la poesia è ovunque; negli angoli di silenzio dei paesi, nei panorami che si aprono sui colli attorno, nelle voci che si levano dalle piazze nelle ore serali.
Gli itinerari sono infiniti ma Bolgheri e Castagneto Carducci, a pochi minuti di strada, sono mete quasi obbligate per gli ospiti del Cantiere Navale Donoratico.
Bolgheri accoglie il visitatore alla fine del celebre "viale dei Cipressi" e lo ospita entro le proprie mura e torri di guardia, tra antichi palazzi, botteghe d'artigianato, enoteche e osterie tipiche.
Raccolta su un colle ai piedi del Castello della Gherardesca, l'anima di Castagneto Carducci si legge nelle migliaia di finestre che dalle case stese al sole guardano verso il mare. Il Castello, la cui torre fa oggi solo bonaria guardia dalla cima del colle, difendeva un tempo un feudo di sterminati territori di boschi e coste. Costruito intorno all'anno 1000, centro economico di potere, il Castello appartiene ancora oggi alla famiglia comitale dei della Gherardesca, una delle più antiche casate d'Europa.
E, a proposito di storia e archeologia, la Costa degli Etruschi nasconde importanti testimonianze sulla civiltà Etrusca, per molti aspetti ancora avvolta nel mistero. Da segnalare i Musei Archeologici di Populonia, di Cecina, di Rosignano Marittimo, il Museo nazionale di Castiglioncello; i parchi archeologici di Baratti e Populonia, di San Silvestro, di Cecina, di San Gaetano e di Torretta Vecchia a Collsalvetti.
Chi vuole conoscere da vicino la flora e la fauna maremmana ha a disposizione Parchi Oasi Naturalistiche d'eccezionale valore scientifico. Essi coprono il 20% del territorio della Costa degli Etruschi, tra questi ricordiamo le Oasi naturalistiche di Bolgheri, quella WWF di Orti Battaglione, la riserva naturale Biogenetica di Macchia della Magona. Il Parco costiero della Magona a Bibbona e il Parco delle colline Livornesi. E non vanno dimenticate gite all'isola d'Elba, Capraia, di Gorgona e Pianosa.
Una curiosità: in questa zona della Toscana è quasi assente ogni forma di inquinamento luminoso. Nelle notti stellate, la volta celeste si trasforma in una cascata di diamanti che brillano nel buio. Uno spettacolo mozzafiato che la Maremma dedica a tutti i suoi ospiti.